Il giorno dei giorni

1.8.15

Tappa 8: Collecchio – Reggio Emilia

Ci sono mattine in cui sei tu a svegliare la sveglia. Questa è una di quelle.

La prima cosa che facciamo è controllare che la presentazione sia ancora funzionante e nel computer. Non sia mai che qualcuno si sia intrufolato nella stanza dell’ostello di notte cancellandocela o sabotandocela.

Ok, tutto a posto.

Colazione leggera a base di cipolle e cipollotti per cercare di coprire con un po’ di profumo, la puzza di sudore che sprigioneremo quando arriveremo.

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L’adrenalina non ci fa sentire neanche più il dolore alle gambe: siamo velocissimi.

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Per allentare la tensione iniziamo a tirare le somme sulla nostra operazione.

Ci diciamo: <  Siamo già contenti: in molti hanno parlato di noi, da Adweek a La Repubblica, e tutto sommato questa operazione non ci è costata un occhio, al massimo un ginocchio >  (cit. N.L).

Ma arrivati all’ultimo rettilineo, non conta più nient’altro: solo la presentazione.

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l’ultimo miglio

Eccoci. Ci siamo. Siamo davanti all’ingresso dell’azienda.

Entriamo e, per abitudine, chiediamo alla receptionist una camera per una notte, per tre pellegrini. Lei ci fa accomodare nella sala d’attesa, turbata.

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L’eleganza è sempre il miglior biglietto da visita

Arriva il cliente. Il nostro profumo di fresco rende i convenevoli iniziali un’esperienza multisensoriale.

Attacchiamo il computer al proiettore, risolviamo l’immancabile problema tecnico enunciato da Murphy nella sua Legge al comma 12.B e finalmente ci siamo.

Scopriamo che loro hanno seguito la nostra avventura sui social e quindi la presentazione si riscalda del calore di una serata tra amici a vedere le diapositive di un viaggio. Non mancano domande tecniche e approfondimenti complessi ma tutto, se preso con calma, può essere affrontato e discusso con la massima tranquillità.

Proprio una bella riunione.

Perfetto. Non potevamo chiedere di più.

Dopo i saluti di rito ci rimettiamo in viaggio. Questa volta in macchina, stanchi ma felici.

VO: [voce maschile calda, adulta. tono di voce serio, non più cazzone, quasi commosso]

Vogliamo ringraziare tutti voi che ci avete seguito, per tutto l’affetto e il sostegno che ci avete regalato durante questo viaggio. Speriamo che questa pazzia sia servita per comunicare un messaggio che va oltre una semplice presentazione a un cliente. Ieri notte abbiamo trovato una frase con cui chiudere il nostro video di presentazione che forse descrive bene il messaggio che avremmo voluto lasciarvi:

QUALUNQUE SIA IL TUO TRAGUARDO,
METTITI IN MOVIMENTO.

#mobileworkers

L’hashtag ormai c’è. Chi di voi quest’estate volesse condividere le sue avventure da mobile worker usandolo, può farlo liberamente. Anzi, ci farebbe molto piacere.

L’hashtag #slowbalene invece vi consigliamo di non usarlo, a meno che non vogliate poi essere assunti dalle Balene.

Le Balene colpiscono ancora

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